La magia degli etruschi

Il magico mondo di Kelheva è il risultato dello sviluppo di un'idea di Marta Mautino. La scrittrice, innamorata della cultura etrusca, ha fortemente insistito per creare un ponte tra il fantasy tradizionale e questo popolo antico e misterioso. All'inizio, incollato com'ero ai miei riferimenti tradizionali, e nei quali mi muovevo con sicurezza e disinvoltura, storsi il naso. Poi ne parlai con mio fratellino, accanito e colto lettore, e cambiai avviso: in effetti l'introduzione dell'elemento etrusco avrebbe rappresentato un'innovazione originale in un mondo di cloni più o meno riusciti di Tolkien, e avrebbe conferito ai nostri futuri scritti notevoli possibilità creative ed espressive.

Ok, quindi, agli etruschi. "Ma adesso come facciamo?", ci siamo chiesti. La cultura etrusca era piuttosto complessa, di sicuro molto più di quella celtica, e creare un punto d'incontro tra questa e l'immaginario fantasy tradizionale si presentava come un compito piuttosto difficile. Soprattutto gli elementi magici e religiosi delle rispettive culture non sono omogenei: cercare un modo di ibridarli era un po' come mescolare il diavolo e l'acqua santa. Ad ogni modo, dopo alcuni viaggi di documentazione, alcuni racconti di prova - in parte confluiti in "L'Alba di Kelheva" - e numerosi "brainstorming", siamo riusciti a trovare una definizione più che accettabile. Di più: il risultato fu, senza esagerare, addirittura stupefacente. Guardandoci in faccia stentavamo a credere di aver creato proprio noi tutto questo,

La mappa di Kelheva è frutto dell'immaginazione e del lavoro di Marta. Questa è la prima versione, quando pensavamo a questa terra come l'appendice settentrionale di un continente più vasto. Quando decidemmo che era meglio trasformarla in un'isola, in quattro e quattr'otto, Marta ne realizzò un'altra.